Copa Sudamericana, la partita a San Paolo finisce in un inferno

La Copa Sudamericana si è conclusa in modo barbaro e triste. Gli argentini del Tigre, impegnati allo stadio Morumbì contro il San Paolo, si sono rifiutati di scendere in campo alla ripresa perchè malmenati negli spogliatoi da parte degli agenti della sicurity brasiliani. La tensione la si avvertiva chiaramente sin dai primi minuti di gioco: gli interventi ai limiti del regolamento avevano costretto l’arbitro ad espellere Miranda e Gaston Diaz, ma il peggio è venuto dopo.

Pato choc, aggredito dai tifosi fuori lo stadio

Alexandre Pato è stato vittima di un’aggressione subito dopo Milan-Fiorentina (finita 1-3 per i viola). A bordo della sua vettura, il campione verdeoro si è ritrovato circondato da un’orda inferocita di tifosi, che, intimandogli di scendere dall’auto, l’hanno strattonato e insultato per la magra prestazione ed il rigore calciato alle stelle che avrebbe potuto raddrizzare la partita.

I supporters rossoneri non sanno più con chi prendersela. Ormai stanchi delle continue umiliazioni, gli ultras perdono le staffe con una facilità impressionante. L’episodio dell’aggressione ha molto scosso il giocatore. Pato, adesso, ha un motivo in più per sentirsi osteggiato. Il momento è di quelli che mettono i brividi, di quelli che ti richiamano all’ordine in tempi fin troppo stretti.

L’attaccante brasiliano stamane incontrerà Allegri per un chiarimento circa la sostituzione avvenuta anzitempo rispetto al programma. La bocciatura non avrà certo giovato all’umore del ragazzo, che rischia sempre più di diventare l’unico caprio espiatorio del disastro rossonero. Berlusconi rimprovera al tecnico la mala gestione di Pato, uno dei pochi patrimoni tecnici rimasti in rosa da preservare con cura e dedizione.

Juventus Stadium distrutto: “I napoletani devono stare in carcere”

Juventus-Napoli ha conosciuto il trionfo dei bianconeri per 2-0: gol rifilati nelle ultime battute della ripresa da due panchinari entrati non di certo per stravisare la partita, fin troppo brutta e scarsa d’emozioni per poter decretare un vincitore che meritasse sul serio. Cacares e Pogba segnano rispettivamente da calcio d’angolo (in realtà, secondo la desamina della moviola, l’arbitro avrebbe dovuto optare per una punizione e non per il corner), e su un tiro di controbalzo calciato da un ragazzino tanto dotato quanto acerbo.

La guerra, quella che avrebbe dovuto consumarsi solo sul campo, ha preso forma anche tra i supporters delle due fazioni. Purtroppo, la partita ci ha abituati, nel tempo, ad episodi come questi. Le tifoserie si aggrediscono verbalmente e fisicamente, finiscono a ricoprirsi di insulti, e fanno a gara a chi meglio riesce a colpire l’altro con efficacia. Ditemi voi se è calcio questo.

Sulle pagine virtuali di ‘Tuttojuve.com‘, arriva un’accusa diretta ai napoletani, artefici di aver distrutto una parte del nuovissimo ed ultra-tecnologico Juventus Stadium. Stando a quanto si legge, un gruppo di facinorosi azzurri si sarebbe avventato con ferocia sui sediolini degli spalti, rendendoli inutilizzabili. I napoletani avrebbero poi raso al suolo le toilette, imbrattato muri ed introdotto all’interno dell’impianto biglie di vetro, che avrebbero potuto essere lanciate in qualsiasi momento sui giocatori in campo, ferendoli anche in modo piuttosto grave.

Ecco un estratto dell’articolo in questione: “Si parla di costruire nuovi stadi, confortevoli, riscaldati, a misura di famiglia, ma questi barbari tifosi azzurri meriterebbero di guardare la partita al fresco, nelle patrie galere. Allo Juventus Stadium si sono alternate decine e decine di tifoserie, ma mai si era verificata una vergogna simile. Il primato dell’inciviltà e dell’ignoranza va a questi tifosi napoletani. In questo sì, si sono dimostrati Campioni d’Italia“.

Bonucci reagisce ad una rapina: mette in fuga il ladro con un pugno

Leonardo Bonucci ha reagito con gran fegato ad un tentativo di rapina consumatosi giovedì. Il difensore della Juventus e della Nazionale italiana si era recato, insieme alla moglie ed al figlio di pochi mesi, in una concessionaria per poter prendere visione di una Ferrari.

All’uscita, il giocatore veniva avvicinato da un tizio col volto scoperto armato di pistola che gli intimava di consegnargli l’orologio che portava al polso. Il malvivente, dinanzi la titubanza iniziale di Bonucci, gli afferrava la mano. Il difensore, prontamente, con l’altra sferrava un pugno al rapinatore, mettendolo sulla strada della fuga (si era diretto verso il suo complice, in compagnia del quale scappava via a bordo di una moto).

Per un breve tratto, il difensore ha persino rincorso il suo aggressore, ma con scarsi risultati. Immediatamente dopo, lo juventino si è recato presso la prima stazione di Polizia per sporgere denuncia verso ignoti (strano, dal momento che l’ex Bari aveva chiaramente visto in faccia il malfattore). L’unica cosa che non è sfuggita al giocatore è l’accento meridionale che avrebbe contraddistinto il malvivente, particolare che gli sarebbe rimasto impresso. Com’è ovvio che sia, il particolare è ben poca cosa ai fini del riconoscimento.