Premier League, calciatore condannato all’ergastolo

Il centrocampista dello Stoke City uccide la fidanzata e confessa l'omicidio alla polizia

di Nadia Napolitano 8 Settembre 2012 16:39

In Premier League può succedere di tutto: aste, fantamercato, gol rocamboleschi. Di sicuro, non ci saremmo mai aspettati di assistere ad un episodio rosso sangue di tale portata. Dispiace apprendere di quanto è stato capace di fare Andrew Hall, centrocampista in forza allo Stoke City. Il ragazzo, di appena 18 anni, vede stroncarsi la carriera da un colpo di testa che è costata la vita alla fidanzata. La giovane Megan Leigh Peat, questo il suo nome, pare essere stata brutalmente uccisa dal giocatore, in seguito ad un raptus di gelosia incontenibile. Preso com’era dalla smania assassina, Hall aveva sferrato ben 60 coltellate all’indirizzo della povera sventurata, spezzando così ogni idillio.

L’episodio, accaduto lo scorso 9 giugno, ha lasciato di sasso quanti hanno appreso la notizia. Il centrocampista, che ormai può anche dire addio ai suoi sogni di gloria, è stato arrestato per omicidio volontario. Il giudice Richard Foster sembra averlo condannato all’ergastolo. Del resto, c’era da aspettarselo. Purtroppo per lui (ma soprattutto per la vittima), il ragazzo non è riuscito a contenere la pazza gelosia, e, all’uscita da una festa a cui avevano preso parte entrambi, Andrew si avventava contro la compagna con gran veemenza, uscendone ricoperto di sangue. Sporco com’era, dentro e fuori, il calciatore era corso alla polizia per confessare l’omicidio.

Sarà anche stato un talento promettente, ma, da ora in avanti, Hall farà bene a pensare a ben altro che al calcio. Difficilmente avremo modo di rivederlo in campo, nè tanto meno di testare le sue qualità balistiche. Ecco cosa succede quando non si riesce a tenere a bada la morbosità di un rapporto, e i sentimenti irrazionali che ne scaturiscono. La mente umana è capace di spingerci a gesti folli e senza senso. Prima di agire, sarebbe opportuno pensare bene alle conseguenze delle nostre azioni. Giocare con la propria vita è un sacrilegio. Figurarsi se poi ci finisce di mezzo un innocente.

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