Napoli: non parlate più di prove di maturità

di David Spagnoletto 3 ottobre 2011 14:28

Dopo la figuraccia nel trofeo Gamber contro il Barcellona che l’ha seppellito per 5-0, ogni volta che il Napoli disputa una buona prestazione e vince una partita, prima di quella successiva si parla di prova di maturità.

Prova di maturità che è risalita alla ribalta dopo lo scivolone di Verona contro il Chievo. Prova di maturità che non deve essere più accostata alla squadra di Walter Mazzarri. Già nei match contro Manchester City e Milan, giocati a distanza di pochi giorni, i partenopei hanno dimostrato di essere maturati rispetto alle passate stagioni e poter giocare due grandi partite in tempi ristretti.

All’Etihad Stadium Cannavaro e compagni hanno sfiorato la vittoria e solo una gran punizione di Kolarov gli aveva impedito di tornare sotto il Vesuvio con un successo. A sorprendere era stata la capacità degli azzurri di “fare la partita” contro una formazione di livello, crollandosi di dosso quel timore reverenziale che si era visto in altre occasioni.

Anche dopo la convincente vittoria contro il Villarreal era tornata di moda la famosa prova di maturità, a cui si andava ad aggiungere l’assenza di Cavani nella sfida del Meazza contro l’Inter. Sfida nella quale gli errori dell’arbitro Rocchi in favore del Napoli sono stati evidenti, cosi come sono stati evidenti le lacune dei nerazzurri e i pregi dei parteponei.

Anche prima dell’espulsione di Obi e il gol di Campagnaro, gli uomini di Mazzarri erano messi meglio in campo rispetto a quelli di Ranieri, che andava a sprazzi. La superiorità numerica non basta a giustificare lo strapotere del Napoli sull’Inter, che già in altre occasioni si era mostrata in grado di ovviare al mancanza di un elemento.

Manchester City-Milan e Villarreal-Inter bastano per non parlare più di prova di maturità per il Napoli, che ha già dimostrato di potersela giocare con le squadre più forti a distanza di soli 3-4 giorni. A far riflettere semmai, deve essere il fatto che gli azzurri non sempre riescono a trovare gli stimoli giusti quando l’avversario è inferiore, così come è capitato con Chievo e Fiorentina.

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