Lazio addio, Hernanes vuole la Premier League

Lotito deve stare attento: il gioiello biancoceleste ha in testa un chiodo fisso

di Nadia Napolitano 18 Settembre 2012 8:57

Hernanes mette paura alla Lazio: il centrocampista brasiliano, che in questo inizio di campionato sta deliziando con gol e giocate straordinarie, potrebbe decidere di lasciare i biancocelesti per un’inglese. Ormai prossimo a conquistare la fama di top player rodato, il verdeoro non aspetta che l’occasione giusta per approdare in Premier League. Questo, difatti, sembra essere il suo sogno ricorrente sin da quando era solo un bambino.

La domanda è: gli sarebbe così facile lasciare la Lazio di punto in bianco? Possibile che questi calciatori non provino un minimo di affezione verso i colori che portano indosso? Troppo presto per dirlo, almeno per conto del profeta. Lotito, che di ingegno ne ha, potrebbe provare a blindarlo almeno per i prossimi due anni. Del resto, la squadra capitolina sta provando a tornare grande, ed ha un estremo bisogno di giocatori affermati. Da lumino qual è, il ragazzo lascerebbe una voragine difficilmente colmabile qualora dovesse andare via.

Sabatino Duranteha un’idea tutta sua a riguardo. Intervenuto ai microfoni di Radio Sei, l’agente Fifa ha dichiarato:

Il suo sogno è quello di giocare in Premier League, ma non si può realizzare nell’immediato, visto che non ha le presenze in nazionale sufficienti. Io credo che nella sua testa, almeno per i prossimi due anni il massimo è rimanere alla Lazio. A Roma si trova benissimo, non ha mai detto una parola fuori posto, anche quando qualcuno lo scorso anno lo ha criticato. Non ci dovrebbero essere grandi problemi per un rinnovo contrattuale, anche perchè il Presidente Lotito è una persona intelligente, e non farà storie per trovare un punto d’incontro. Sarà importante capire chi sarà in Brasile il nuovo commissario tecnico, e se dovesse essere come credo Scolari, allora Hernanes dovrebbe tornare in Nazionale in pianta stabile. Non c’è dubbio che sia il più forte centrocampista in Italia“.

Voi siete d’accordo?

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