Lavezzi, l’addio: “Tifosi troppo opprimenti. A Parigi più privacy”

Oppresso dall'amore dei tifosi azzurri, pocho Lavezzi si rifugia a Parigi

di Nadia Napolitano 24 giugno 2012 22:10

A margine della terza partita di beneficenza richiamata da Leo Messi, l’altro argentino, Ezequiel Lavezzi, saluta i napoletani, chiarendo una volte per tutte d’essere un giocatore del Psg. Dopo cinque fantastiche stagioni all’ombra del Vesuvio, il pocho cambia maglia, lasciando a bocca asciutta i tanti tifosi che l’avevano accompagnato finora.

L’attaccante parla liberamente della sua avventura a Napoli, criticando velatamente il troppo affetto di cui i napoletani lo hanno ricoperto in queste stagioni, fino a quasi soffocarlo. Forse, è per questo che il ragazzo ha deciso di andare via. Stanco degli attestati di stima dei supporter azzurri, il funambolo ha pensato bene di fuggire lontano per meglio respirare.

A Lavezzi mancherà senz’altro l‘amore della gente, anche se, come in tutti i casi, il troppo stroppia. “Era eccessivo, consentitemelo, seppur speciale. All’inizio del mio periodo a Napoli c’era qualcuno che storceva il naso, poi ho guadagnato credito e simpatia“. All’epoca un po’ grassottello, i partenopei non lo ritenevano all’altezza. Il percorso di adattamento al calcio italiano fu turbolento, ma, ben presto, le cose cambiarono: “Ricordo il giorno della presentazione ufficiale.  Ero al tavolo con Pierpaolo Marino e con Hamsik, che invece si presentò con il borsello, una polo e gli shorts. Diciamo che il mio look è decisamente migliorato da quando vivo in Italia. Qui la moda è cultura e a me piace molto fare shopping. Nel Napoli quello che deve imparare a vestirsi meglio (e sorride) è De Sanctis. Gli altri sono ok“.

Ma, il pocho, come crede sarà Parigi? Ne ha una vaga idea? I cronisti hanno provato a chiederglielo, e l’argentino ha risposto: “Per ora so solo che lì non c’è il mare ma c’è un fiume, la Senna. Sono due città completamente differenti: Napoli è una città di mare, Parigi è una città più interna dove ci sono tante attrazioni e dove, immagino, potrei godere di più della mia privacy. Ora vi saluto. Au revoir, ciao“.

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