La storia di Di Matteo, un uomo tenace

Conosciamo meglio l'allenatore italiano capace di portare il Chelsea sul tetto d'Europa.

di Ivano Sorrentino 20 maggio 2012 12:34

Roberto Di Matteo è riuscito nell’intento di portare il Chelsea, una squadra che alla vigilia neanche era considerata come possibile vincitrice del titolo, sul tetto d’Europa. La fortuna ha sicuramente giocato una componente importante visto che il Bayern ha fatto di tutto per cercare di non vincere il titolo sbagliando tantissimo, e non riuscendo a mantenere il vantaggio ottenuto a 8 minuti dalla fine. A gioire sono i blues guidati da un tecnico che pochi mesi fa era solamente il secondo di Villas Boas ma che in pochi mesi si è affermato nel panorama calcistico mondiale.

Di Matteo vive in Inghilterra ormai da anni, dopo l’infortunio che ha stroncato la sua carriera a soli 30 anni infatti l’allora giocatore si è trasferito oltremanica con famiglia. Il tecnico infatti è felicemente sposato e ha anche tre meravigliosi bambini, a Londra è ormai diventato una star anche se nella sua vita non se l’è passata sempre bene. Roberto nasce in Svizzera da genitori abruzzesi immigrati e cresce nel paese elvetico non senza trovare difficoltà legate alla lingua ma sopratutto al carattere chiuso degli svizzeri. Di Matteo sfodera la sua tenacia e pian piano riesce a farsi apprezzare e rispettare, anche quando a 23 anni è costretto ad andare a lavorare in fabbrica con il padre.

Come spesso accade è il pallone a cambiargli la vita e, dopo un periodo passato in squadre svizzere, Di Matteo riesce ad arrivare in serie A, dove con la maglia della Lazio si guadagna anche 34 presenze in nazionale. A 30 anni però ecco che l’infortunio spezza la sua carriera e costringe il centrocampista a dire già addio al calcio giocato. Di Matteo però non si perde d’animo, si iscrive all’università e, grazie ad uno studio costante, consegue un master in Business Administration. Dopo l’università si decide a tornare nel calcio ma questa volta come allenatore, sceglie la panchina del West Albion che riporta in Premier. In seguito sceglie di diventare il secondo di Villas Boas sulla panchina del Chelsea, il resto è storia recente.

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