Elkann: “Carrera in una partita ha vinto più di Zeman in carriera”

Il presidente della Fiat risponde ironicamente alle accuse mosse dal tecnico boemo.

di Alessandro Mannocchi 17 Agosto 2012 12:46

La telenovela Juventus-Zeman si arricchisce di un altro capitolo. Questa volta a parlare è il presidente della Fiat John Elkann al termine della consueta amichevole disputata dai bianconeri a Villar Perosa. Il nipote di Gianni Agnelli non ha certo parole tenere nei confronti del tecnico boemo.

“Zeman dice che un tecnico squalificato per dieci mesi non dovrebbe allenare? Penso soltanto che Carrera, in panchina a Pechino nella finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, in una partita sola ha vinto più di quanto ha fatto Zeman in un’intera carriera”. Queste le prime parole di Elkann che ha continuato sulla vicenda che ha coinvolto Antonio Conte. “La nostra linea è di assoluta condivisione con la squadra e con Conte nella vicenda difficile e complicata dei processi sportivi. La nostra linea è chiara, ma occorre sempre precisare che la Juventus non deve essere associata a questi fatti”. Il numero uno della Fiat parla anche di Andrea Agnelli. “Mio cugino ha ragione, credo sia arrivato il momento di aprire una riflessione su come deve funzionare la giustizia nel calcio”.

Elkann, tornando al caos che ha creato la finale di Supercoppa Italiana di sabato scorso, aggiunge: “Ho avuto la fortuna di essere fra gli spettatori alle Olimpiadi di Londra: da atleti che hanno perso accettando la sconfitta, anche se giudicata ingiusta, c’è da imparare e mi auguro che lo spirito olimpico che ha trionfato in queste occasioni venga mutuato anche nel calcio. Avete visto l’atteggiamento del pugile Cammarelle? Complimenti davvero…”.

La stagione sta per iniziare e il nipote del grande Gianni Agnelli non perde occasione per dire la sua. “Giocheremo bene anche in Europa, non ho dubbi. Altri spendono cifre folli? Se uno ha maggiori risorse da mettere sul mercato è un bene, ma non sempre vale l’equazione più spendi, più vinci. La Juve – spiega il maggiore azionista – ha la propria forza nel collettivo, oltre che nei singoli. E con lo spirito di squadra, la coesione, le certezze nel lavoro si può fare tanta strada: la Gran Bretagna ne è la dimostrazione lampante, si è piazzata al terzo posto nella classifica finale delle medaglie olimpiche puntando proprio su queste caratteristiche…”.

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