Di Natale: “Se smetto dopo l’Europeo? Ancora un ultimo anno”

Il capitano dell'Udinese è intervenuto nella conferenza stampa di Coverciano parlando dell'imminente impegno con la Nazionale e del suo futuro.

di Ernesto Vanacore 22 maggio 2012 14:19

Forse non tutti i critici hanno accettato le scelte di Prandelli in vista dell’Europeo, ma sicuramente non si può contestare la decisione di aver convocato Antonio Di Natale nella lista dei componenti del ritiro.

Nell’ultima conferenza stampa è intervenuto proprio il capitano dell’Udinese, parlando delle sue prospettive per l’imminente competizione e del suo futuro in bianconero:

Torno in Nazionale dopo due anni in cui questo gruppo si è formato e ha lavorato bene. Sono a disposizione del mister, sono convinto di poter fare la differenza, non ho paura dei grandi appuntamenti.

Attacco sotto accusa? “C’è Cassano che è un fenomeno. Anche Balotelli non è niente male, per non parlare di Giovinco. Possiamo dimostrare il nostro valore e mettere in difficoltà qualsiasi difesa.”

Io chioccia dell’attacco? “Chioccia no, ma ho tanta esperienza che può essere utile ai miei compagni. Già la prima partita contro la Spagna dovrà dimostrare quanto siamo pronti a giocarci questa competizione alla pari. Se il mister mi chiede di trascinare la squadra alla vittoria sarò pronto a farlo, ma non è questo il punto di partenza. Nello spogliatoio siamo tutti ugualmente importanti”.

La nuova esperienza in Nazionale? “Sono più forte e voglio dare il 100%. Una rivincita? No, l’ultima volta c’è stato solo il fatto negativo dei rigori. Mi spiace di non aver potuto contribuire  in occasione dello scorso Mondiale. Per la Nazionale darò sempre il massimo.”

Insieme con Cassano e Balotelli? “Può essere anche se non abbiamo mai giocato insieme. Li conosco bene e avremo il tempo di amalgamare il nostro gioco. Siamo a disposizione di Prandelli. Ovviamente mi piacerebbe giocare il più possibile. A 34 anni è questo che importa.”

Il ruolo? “Mi piace giocare prima punta. Da esterno andavo meglio quando ero più giovane, bisogna correre tanto e spesso a vuoto. Preferisco essere il fulcro della manovra offensiva, è meno stancante ma porta con se molta più pressione.”

Dopo l’Europeo? “E’ molto possibile anche che smetta. Ho un anno di contratto con l’Udinese, vediamo cosa decido. Per giocare bisogna avere voglia di giocare. La scelta non dipende dall’esito dell’Europeo. Comunque la decisione sarebbe per il 2013, al termine del mio contratto con l’Udinese.”

Il rapporto con Prandelli? “Ottimo, lo trovo un allenatore davvero in gamba. Sa il fatto suo e ha le idee chiare sul calcio che vuole esprimere. Sono sicuro che ci intenderemo al meglio”.

La Champions? “Due anni di fila è un traguardo importante per una piazza come Udine. So che il merito è soprattutto mio perchè ho trascinato i miei compagni a suon di gol, ma il calcio si gioca in undici contro undici e devo ringraziare tutti i miei compagni, anche chi ha giocato meno. Sono davvero contento per Alexis, mi ha detto che a Barcellona si punta a vincere tutto e sempre”.

Addio pezzi importanti? “Udine è un mercato ed è giusto così. I giocatori vanno in grandi piazze e il presidente Pozzo li sostituisce con ragazzi giovani. Ho visto molte persone scettiche su questo, ma i risultati hanno dimostrato che i giovani ingaggiati dal presidente sono di ottimo livello”.

Smettere dopo quanto accaduto a Morosini? “Ho visto quelle immagini in diretta, ma questi pensieri li avevo fatti anche lo scorso anno. E’ davvero una cosa tristissima”.

Il calcioscommesse? “In tutta la carriera non mi è mai capitato, ma noi dobbiamo essere la faccia pulita del calcio.”

Talento sprecato il mio? “Ho fatto tanto con l’Udinese vincendo la classifica cannonieri ed arrivano di Europa. Ottanta gol in due anni mi sembra un bel traguardo, sono riuscito ugualmente a dimostrare il mio valore. Non bisogna vincere un trofeo per togliersi belle soddisfazioni.”

Scelta alla base del ritiro? “Ho due bambini e vorrei stargli vicino. Ho un età che tra l’altro non mi permette più di esprimermi al meglio. Rimarrò comunque a vivere a Udine.”

Più importante Pruzzo o Guidolin come allenatori? “Pruzzo oltre che un campione è stato il mio tecnico in Serie C. Devo tanto a lui, a Guidolin, al presidente Corsi dell’Empoli e alla famiglia Pozzo.”

Pentito di aver detto no alla Juventus? “No, per nulla.”

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