Contestazione Roma, Totti ci mette la faccia ma non basta

I tifosi giallorossi sono infuriati per le prestazioni sottotono della squadra e incolpano il tecnico Luis Enrique

di Ivano Sorrentino 29 Aprile 2012 12:05

Non è bastato il pari ottenuto in extremis contro il Napoli per far placare l’ira dei supporters della Roma. I tifosi giallorossi infatti hanno contestato a gran voce la squadra colpevole, a loro parere, di non impegnarsi sufficientemente. In effetti la Roma in questa stagoine ha fallito tutti gli obbiettivi che si era prefissata, non riuscendo mai ad avere continuità in quanto spesso ha alternato grandi prestazioni ad incredibili sconfitte.

I tifosi dunque sembrano aver perso la pazienza e considerano il tecnico Luis Enrique come principale artefice della stagione fallimentare. Ieri, a fine partita, il capitano Francesco Totti ha provato a sedare gli animi dei tifosi portandosi sotto al curva sud e provando a spiegare le sue ragioni. I tifosi da parte loro hanno ribadito di non avercela assolutamente con il capitano ma con gli altri compagni, e hanno chiesto a Totti se poteva dire ai compagni che “Sono delle pippe”. La società però da parte sua ha confermato la fiducia al tecnico spagnolo almeno fino a fine stagione, anche Baldini infatti ha difeso a spada tratta l’allenatore iberico con queste parole: “prendetevela con me, piuttosto vado via io“.

Insomma la situazione nella capitale è incandescente, e lo stesso tecnico Luis Enrique ha parlato della contestazione e del gesto di Totti di affrontare gli ultras faccia a faccia:”Francesco ha fatto un gesto bellissimo, io non sono andato perchè in questo momento sarebbe stata una provocazione verso i tifosi. In ogni caso, sotto la curva non mi vedrete mai. Nemmeno se dovessi vincere dieci o venti partite di fila. Quelle sono cose da calciatori. Quando ero calciatore, mi godevo l’abbraccio della gente. Adesso no, sono un allenatore“. La sensazione è che il futuro del tecnico possa essere deciso a fine campionato anche se pare molto probabile il suo addio e quindi il fallimento del suo “progetto”.

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