Big in scadenza, top 11 dei futuri svincolati (FOTO)

La top 11 dei big in scadenza di Serie A: chi parte e chi resta?

di Nadia Napolitano 30 Ottobre 2012 9:36

Il calciomercato torna di moda nei mesi invernali per la sessione di riparazione in programma a gennaio. In realtà, non si è mai smesso di parlare di possibili trattative e affascinanti operazioni. Si tratta solo di capire cosa è veramente concretizzabile e cosa invece rimarrà solo una pallida fantasia.

Oggi analizziamo la top 11 dei futuri svincolati di Serie A, big di spessore in scadenza di contratto nel giugno 2013 con i rispettivi club di appartenenza. I nomi nel calderone sono ben 11, il numero perfetto per la formazione di un’eventuale squadra fantasma. Già da febbraio, se non verranno predisposti i rinnovi, i calciatori che stiamo per elencarvi saranno liberi di valutare altre offerte e stringere all’occorrenza un nuovo contratto.

De Sanctis, portiere del Napoli, non ha ancora trovato la strada del rinnovo. Il suo entourage sta lavorando perchè il pirata possa chiudere la sua carriera in azzurro. Le prospettive perchè tutto si risolva appaiono alte. In difesa, Samuel e Andreolli potrebbero fare le valigie, ed abbandonare Inter e Chievo Verona. Allo stesso modo, Campagnaro, corteggiato dalla Juventus, potrebbe lasciare Napoli. L’accordo tra le parti è ancora distante. Non siamo assolutamente ai dettagli. Il difensore di Cordoba, alla quarta stagione in azzurro, ha chiesto un adeguamento di contratto. La dirigenza, per il momento, non si è ancora espressa. Poco definito anche il futuro di Marchese, terzino del Catania.

A centrocampo ritroviamo Flaminì, più volte accostato ad altre squadra nelle precedenti sessioni di mercato, Matuzalem della Lazio e Perez del Bologna.

In attacco sull’uscio di porta tre big di grande rendimento: Miccoli del Palermo, Bianchi del Torino e Pellissier del Chievo (quest’ultimo si è detto onorato dell’accostamento al Napoli).

Voi che dite? Una soluzione, volendo, la si trova o gli 11 calciatori sono destinati a partire senza ripensamenti da parte delle società? In certi casi a prevalere è il buonsenso. Staremo a vedere.

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