Roma, Totti fa 36 anni e raggiunge Meazza e Altafini a 216 gol

Il numero 10 giallorosso sale al terzo posto della classifica marcatori di tutti i tempi in Serie A. Ora nel mirino c'è Nordhal, secondo a quota 225.

di Antonio Ferraro 27 Settembre 2012 13:48

Franceso Totti torna al gol, a due ora circa dal suo 36° compleanno. Non segnava dalla doppietta nella penultima giornata dello scorso campionato, il 5 maggio 2012 (Roma-Catania 2-2).

Ieri sera è stata l’unica nota lieta della serata amara della Roma, che in 11 contro 10  non è riuscita ad avere la meglio sulla Sampdoria di Ciro Ferrara. Un gol, l’ennesimo di una carriera fantastica, che, però, non ha regalato i tre punti. Quella di ieri sera, è stata la marcatura numero 216 per Totti, un sigillo che consente al capitano giallorosso di raggiungere Giuseppe Meazza e José Altafini al terzo posto nella classifica marcatori di tutti i tempi in serie A. Primo cannoniere tra i giocatori in attività, nessuno come lui ha segnato così tanto con un solo club. Ora nel mirino c’è Gunnar Nordhal, appaiato a quota 225, solo 9 reti in più del numero 10 romanista. Praticamente irragiungibile Silvio Piola, primo a 274 realizzazioni.

Francesco Totti voleva regalarsi una gioia per il compleanno e ci era riuscito. A 5 minuti dalla fine della prima frazione di gioco, un tiro-cross di Florenzi si è trasformato in un assist perfetto per il capitano giallorosso, che spostato sul centro-sinistra dell’area di rigore ha controllato il pallone e ha lasciato partire un rasoterra sul quale Romero non è arrivato. Poi nella ripresa, però, la colossale topica di Stekelenburg e l’apatia della Roma gli hanno rovinato la festa.

Dal suo esordio in Serie A, il 28 marzo 1993, a oggi sono passati 19 anni e 21 stagioni, tutti con una sola maglia. Francesco Totti, numeri alla mano, è il calciatore più importante della storia giallorossa. Il numero 10 è il primo per presenze e gol: 645 gare tra campionato e coppe, 271 reti. In serie A, 505 apparizioni e 216 sigilli, tutte statistiche dall’enorme significato, che lo collocano di diritto nella storia del calcio italiano.
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