C’era una volta l’Inter “Speciale”

C’era una volta una squadra che vinceva scudetti a ripetizione. C’era una volta una squadra vinceva il campionato, la Champions League e la coppa Italia in una sola stagione. C’era una volta l’Inter. L’Inter di Josè Mourinho, lo Special One che aveva reso speciale una squadra che fino a quel momento era forte solo nei confini nazionali e una volta oltrepassati, dimostrava tutte le sue debolezze.

Ora c’è l’Inter di Leonardo nata dalla ceneri dell’Inter di Benitez, che aveva preso la pesante eredità di quella del tecnico portoghese.

C’era una volta l’Inter “Speciale”

C’era una volta una squadra che vinceva scudetti a ripetizione. C’era una volta una squadra vinceva il campionato, la Champions League e la coppa Italia in una sola stagione. C’era una volta l’Inter. L’Inter di Josè Mourinho, lo Special One che aveva reso speciale una squadra che fino a quel momento era forte solo nei confini nazionali e una volta oltrepassati, dimostrava tutte le sue debolezze.

Ora c’è l’Inter di Leonardo nata dalla ceneri dell’Inter di Benitez, che aveva preso la pesante eredità di quella del tecnico portoghese.

C’era una volta l’Inter “Speciale”

C’era una volta una squadra che vinceva scudetti a ripetizione. C’era una volta una squadra vinceva il campionato, la Champions League e la coppa Italia in una sola stagione. C’era una volta l’Inter. L’Inter di Josè Mourinho, lo Special One che aveva reso speciale una squadra che fino a quel momento era forte solo nei confini nazionali e una volta oltrepassati, dimostrava tutte le sue debolezze.

Ora c’è l’Inter di Leonardo nata dalla ceneri dell’Inter di Benitez, che aveva preso la pesante eredità di quella del tecnico portoghese.

C’era una volta l’Inter “Speciale”

C’era una volta una squadra che vinceva scudetti a ripetizione. C’era una volta una squadra vinceva il campionato, la Champions League e la coppa Italia in una sola stagione. C’era una volta l’Inter. L’Inter di Josè Mourinho, lo Special One che aveva reso speciale una squadra che fino a quel momento era forte solo nei confini nazionali e una volta oltrepassati, dimostrava tutte le sue debolezze.

Ora c’è l’Inter di Leonardo nata dalla ceneri dell’Inter di Benitez, che aveva preso la pesante eredità di quella del tecnico portoghese.

Maxi Lopez alla Fiorentina spinge Gila alla Juventus?

Maxi Lopez alla Fiorentina e Gilardino alla Juventus. E’ questa l’ultima voce di mercato sull’asse Firenze-Catania-Torino.

Anche se per dovere di cronaca l’attaccante di Biella ha detto a più riprese di non volare lasciare la maglia viola. Secondo la Nazione la trattativa fra il direttore sportivo Pantaleo Corvino e la società etnea non è legata al passaggio dell’ex Milan alla corte di Delneri.

Per di più alla dirigenza della Fiorentina piacciono altri due giocatori del Catania: Silvestre e Alvarez. Giocatori che l’allenatore Mihajlovic, peraltro un ex della squadra siciliana, conosce benissimo.

Napoli-Udinese: Lavezzi recupera, Sanchez ancora in dubbio

NapoliUdinese non perderà uno dei suo protagonisti. Ezequiel Lavezzi, infatti, ha recuperato dalla contusione rimediata nella vittoriosa trasferta di Bologna e sarà regolarmente in campo al San Paolo per disputare il posticipo di domenica prossima contro i friulani.

L’allenatore dei partenopei Walter Mazzarri potrà schierare il trio delle meraviglie Lavezzi-Hamsik-Cavani, con l’uruguaiano che ritorna dopo la squalifica.

Lavezzi, dunque, sarà una delle armi del Napoli che metterà ancora i più il fiato sul collo a Milan per la lotta allo scudetto. Argentino, scudetto e Napoli tre parole che accostate fanno venire in mente non il pur bravo Lavezzi, ma Diego Armando Maradona, simbolo di una squadra vincente a cavallo degli Anni 80 e 90.