Moggi all’Inter: “Dovevano essere retrocessi”

L'ex dirigente bianconero si scaglia contro i nerazzurri per alcune vicende di diversi anni fa.

di Ivano Sorrentino 7 Novembre 2012 12:04

Non c’è che dire, Luciano Moggi sembra aver ormai trovato la sua dimensione ideale come ipinionista del noto quotidiano Libero. L’ex dirigente bianconero, protagonista della nota vicenda Calciopoli, attraverso le pagine del giornale sta ripescando avvenimenti passati.

Questa volta è toccato all’Inter essere accusata dalle parole di Big Luciano, che si scaglia contro il presidente Abete colpevole di non aver mandato i nerazzurri in serie B: “E’ lui che ha prescritto le malefatte interiste quando, ad esempio, Palazzi ha accusato l’Inter di illecito sportivo perciò passibile di retrocessione, o quando, trafugando documenti alla motorizzazione di Latina per una patente falsa che doveva servire a fare un passaporto falso (Recoba), venne comminata alla società nerazzurra una semplice multarella in luogo di una retrocessione come previsto. E pensare che gli interisti riuscirono a reclamare il rigore su Ronaldo, neppure sfiorò loro la mente che potevano essere retrocessi…“.

Insomma, le vicende di un campionato ormai lontano nella storia del nostro calcio affiorano nelle parole di Moggi che tuttavia si concentra anche su tematiche più attuali, come ad esempio gli errori arbitrali: “Se gli arbitri dal 2006 ad oggi ne hanno combinate di tutte e di più, se la Juve ha goduto di errori a favore in quest’ultime partite, se Moggi non fa più parte del mondo del calcio e quindi non può più essere il ‘colpevole’, se i processi sportivi hanno detto che il campionato 2004-2005 era regolare, se il processo ordinario ha detto che il sorteggio era regolare, viene spontaneo concludere che il sistema Moggi non è mai esistito e al massimo era stato ideato da chi aveva interesse a dare in pasto all’opinione pubblica quei dirigenti e quella società che da tempo stavano dominando, non per combine, bensì per scelte intelligenti. E adesso che la Juve è tornata a far paura, ecco subito le difese di chi non sa operare, intese a paventare chissà quale complotto“.

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