Marwood (a.d. Man. City): “Balotelli non è un buon esempio”

I Citizens hanno perso la pazienza con l'attaccante e sarebbero pronti a scaricarlo in caso di nuove intemperanze.

di Antonio Ferraro 14 Ottobre 2012 21:56

Il Manchester City sembra aver perso la pazienza con Mario Balotelli. Le intemperanze dell’attaccante hanno stancato i dirigenti dei Citizens, che starebbero addirittura pensando di scaricarlo. In Inghilterra sono in molti a pensare che l’avventura di Super Mario al City sia ormai agli sgoccioli. Troppo spesso l’attaccante fa parlare di sé più per le imprese extracalcistiche che per le prestazioni che offre in campo

Stavolta ad arrabbiarsi con Balotelli, però, non è stato Roberto Mancini, ma Brian Marwood, amministratore delegato del Manchester City. Con il club in procinto di avviare un progetto da 200 milioni di sterline per la costruzione di un centro sportivo e di un’accademia per la formazione dei giovani calciatori, il dirigente ha voluto sottolineare l’importanza per le nuove leve di avere dei modelli da seguire. Per Marwood, gli esempi di professionalità e integrità morale dovrebbero arrivare dai giocatori della prima squadra

Ai giornalisti che gli hanno chiesto quale modello possa rappresentare Balotelli per i giovani, Marwood ha risposto: “Penso che sia importante per un giocatore essere esemplare. E questo vale anche per chi non mostra i giusti valori e il giusto comportamento. Tutto il mondo sa di chi parlo. In generale abbiamo comunque un gruppo fantastico di calciatori, penso a Zabaleta, Kompany, Hart, Barry, Lescott, penso che abbiamo diversi giocatori che sanno comportarsi bene. Bisogna solo far sì che siano degli esempi da seguire”. Dichiarazioni piuttosto pesanti, che suonano come un ultimatum per Mario: se non riga dritto, il Manchester City è pronto a mollarlo.

Da quando è arrivato in Inghilterra nell’estate 2010, Balotelli è rimasto coinvolto in una serie di episodi controversi sia dentro che fuori dal campo. Tra le varie risse con i compagni di squadra, le liti con Mancini e le ‘imprese’ extracalcistiche di cui si è reso protagonista (basti pensare a quando diede fuoco al suo appartamento), Mario ne ha davvero combinate di tutti i colori.

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