In Europa lo spread si chiama Ranking

I club italiani devono difendersi dagli assalti di Portogallo e Francia.

di Antonio Pio Cristino 21 Settembre 2012 10:56

Inghilterra, Spagna e Germania sembrano irraggiungibili, ma i pericoli calcistici per le formazioni italiane si chiamano Francia e soprattutto Portogallo. Si parla dello spread del calcio europeo, il ranking UEFA, cioè quella classifica stilata in base ai risultati ottenuti dalle formazioni di ogni singolo paese aderente all’Unione Europea delle Federazioni nelle due competizioni internazionali, Champions League ed Europa League. Il piazzamento in questa speciale graduatoria decide il numero delle formazioni aventi diritto a partecipare ai due tornei per ogni singola nazione, e attualmente vede ai vertici la Spagna, seguita da Inghilterra e Germania che dallo scorso maggio ha superato l’Italia strappandole il diritto di poter mandare un team in più in Champions.

L’Italia, retrocessa al quarto posto del ranking, non può più fallire l’appuntamento europeo, se non vuole rischiare il sorpasso di Portogallo, già dalla fine di quest’anno, e Francia, nel 2013/14. La classifica infatti si stila valutando i risultati complessivi delle federazioni calcistiche ottenuti nelle ultime cinque stagioni in Europa, e a partire dalla prossima annata dunque, l’Italia perderà l’apporto della stagione 2008/09, 11,375 punti, a fronte dei 6,785 ottenuti dal Portogallo. Un vantaggio di poco  meno di cinque punti a favore delle italiane che verrebbe spazzato via, consentendo il sorpasso alla federazione iberica. Inoltre, nel caso di un andamento stagionale europeo pessimo di Milan, Juventus, Udinese, Lazio, Inter e Napoli, a fronte di una Francia calcistica in ascesa, che da quest’anno può contare sui punti eventualmente portati dallo spauracchio Paris SG, nel 2013/14 o al più nel 2014/15 si potrebbe assistere al sorpasso anche dei cugini transalpini. A fine agosto il divario nel ranking tra Italia e Francia ammontava infatti a soli 1,748 punti.

Il sorpasso di Portogallo e Francia non metterebbe comunque in discussione il numero di partecipanti ai tornei europei spettante all’Italia (sei formazioni, tre alla Champions League e altrettante all’Europa League). La ferita in più potrebbe aprirsi solo in caso di retrocessione al settimo posto in classifica, ad oggi occupato a debita distanza dall’Olanda. Ciò nondimeno, diventare la sesta nazione calcistica europea a livello di club sarebbe un ennesimo smacco per la tradizione italiana, già martoriata dal costante deflusso di campioni verso lidi concorrenti più attrezzati e renumerativi.

Vi è un’unica soluzione al pericolo incombente: tornare a far bene evitando di snobbare in particolare l’Europa League. La tendenza maturata negli ultimi anni dalle formazioni di medio-alta classifica del nostro campionato di sottovalutare l’impegno europeo in EL, schierando formazioni ai limiti di una squadra B, non ha infatti emuli nelle altre nazioni calcistiche.

La prima giornata europea vissuta dalle nostre formazioni reca con sè buoni segnali per il panorama calcistico nazionale. Se in Champions League infatti delude il pareggio casalingo a reti bianche del Milan con l’Anderlecht, il 2-2 in rimonta della Juventus in casa dei campioni in carica del Chelsea potrebbe essere podromo di un buon cammino dei bianconeri in questa competizione. In Europa League poi nessuna delle quattro italiane ha perso nel primo turno del gironcino di qualificazione, anzi Napoli (4-0 all’AIK) e Lazio (0-0 in casa del Tottenham) hanno ottenuto risultati in grado di compensare i due pareggi casalinghi, entrambi maturati nel recupero, di Udinese (1-1 con l’Anzhi) e Inter (2-2 contro il Rubin).

Le portoghesi di Champions hanno invece ottenuto una vittoria (0-2 del Porto a Zagabria), un pareggio in trasferta (0-0 tra Celtic e Benfica), ed una sconfitta casalinga (Sporting Braga – Cluj: 0-2). In Europa League, i lusitani hanno inanellato due pareggi a reti bianche (Sporting Lisbona con il Basilea, e Maritimo con il Newcastle), ed un KO (Academica de Coimbra, 3-1 a Plzen).

Le Francia di Champions hanno invece straripato con il Paris SG (4-1 alla Dinamo Kiev), ma anche subito due brutte batoste casalinghe (1-2 del Montpellier con l’Arsenal, e 1-3 del Lille contro il BATE). In Europa League poi i galletti si sono riscattati grazie alle vittorie di Bordeaux (4-0 al Bruges), e Lione (2-1 allo Sparta Praga), e al pareggio in trasferta, 2-2, maturato dal Marsiglia a Istanbul contro il Fenerbahce.

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