Hannover, la città dei portieri depressi

di Simona Vitale 7 Settembre 2011 13:16

Hannover, città tedesca, non sembrerebbe essere affatto un luogo triste o deprimente, tuttavia sembra che non sia particolarmente adatta ai portieri di calcio.

Difatti, due anni dopo il suicidio di  Robert Enke,  numero 1 dell’Hannover 96 e della nazionale tedesca, che si gettò sotto un treno, pare che stavolta a finire in depressione sia Markus Miller, ovvero il secondo portiere della squadra che gioca la Bundesliga.

Miller ha dichiarato che si curerà in ospedale, essendo cosciente della propria malattia (il sole nero, così viene chiamata anche la depressione) e cercare così di guarire, evitando ulteriori danni.

L’abisso di Enke fu invece lunghissimo: sei anni di sedute psichiatriche che a nulla hanno portato, anche se c’è da dire che la sua situazione fu aggravata  dal dolore incommensurabile dovuto alla perdita della figlia Lara nel 2006.

E così il 22 novembre del 2009, il portiere decise di togliersi la vita. Per il calcio tedesco fu uno shock. La nazionale tedesca annullò una partita in Cile. I funerali furono celebrati allo stadio di Hannover dove accorsero migliaia di tifosi. Gli U2 gli dedicarono una canzone bellissima: Moment of surrender.

Anche il nostro Gigi Buffon ha sofferto di depressione e ha avuto la forza di raccontarlo in un libro.

Tuttavia una nota positiva ad Hannover c’è. La moglie di Enke si è offerta di aiutare Miller, per risollevarlo e aiutarlo ad uscire dal tunnel del sole nero. Gli auguriamo di cuore di riuscirci.

Tags: hannover
Commenti