Da Football Manager alla panchina di una squadra inglese

James McDonagh potrebbe sedere sulla panchina del Blackburn dopo anni di esperienza a Football Manager.

di Antonio Pio Cristino 31 marzo 2013 17:30

E’ il sogno di tanti allenatori da tastiera: passare dalla mera teoria giustificata dallo schermo di un computer, al sapore del campo, guidando i tuoi ragazzi in carne ossa da una panchina reale. Ciò che tanti giocatori di games manageriali sul calcio immaginano imperversando tra le statistiche di titoli quali Football Manager, James McDonagh potrebbe realizzarlo. L’esperto utente del titolo Sega infatti è stato chiamato ad un colloquio ufficiale con il Blackburn Rovers, storica squadra inglese caduta in disgrazia dopo la retrocessione dalla Premier League patita nella scorsa stagione.

James McDonagh è un esperto giocatore di Football Manager, nonchè allenatore di una formazione amatoriale militante nella Sunday League inglese. Il Blackburn invece naviga nei bassifondi della Championship, rischiando di subire un’inopinata seconda retrocessione consecutiva, precipitando nella prossima League One, l’equivalente della Lega Pro italiana.

Il Manager da tastiera ha così colto la palla al balzo e ha provato ad andare in goal, inviando il proprio curriculum alla dirigenza biancoblu. Forse, non credendoci anche lui, la richiesta ha ricevuto una risposta positiva almeno per un primo colloquio conoscitivo tra le parti. Dunque ciò che era iniziato come uno scherzo ironico, potrebbe addirittura trasformarsi in una rivoluzione per l’intero mondo del calcio. James McDonagh è infatti un tifoso del Burnley, club rivale del Blackburn Rovers, è la decisione d’inviare il proprio CV alla dirigenza ‘nemica’ era forse pensata alla stregua di uno sfottò ben articolato.

Non è il primo caso di questo genere nel mondo calcistico. Già in passato, sempre in Inghilterra, un altro tifoso provò ad assicurarsi la panchina del Middlesbrough in modo analogo, ma in quella occasione gli fu opposto un cordiale rifiuto. Era invece andata meglio allo studente svedese Vugar Huseynzade, che ebbe il coraggio di mandare le proprie osservazioni maturate in ore di gioco al computer alla dirigenza della squadra azera dell’FC Baku, guadagnando così l’assunzione a ruolo di assistente allenatore.

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