Caso Conte, colpo di scena: disciplinare respinge il patteggiamento

Oggi è partito il secondo procedimento sportivo dell’anno per quanto riguarda il calcioscommesse. I tesserati coinvolti sono 26, le società sulla scia della documentazione prodotta dalla Procura di Cremona. A tal proposito, com’è noto, il tecnico della Juventus Antonio Conte, era stato deferito per due omesse denunce relative alle partite Novara-Siena e Albinoleffe-Siena della primavera 2011. La notizia, dal sapore alquanto incredibile, è che, nonostante il Procuratore Palazzi e i legali dell’allenatore bianconero si fossero messi d’accordo per il patteggiamento, la commissione disciplinare della FIGC ha dichiarato non congrua la richiesta di patteggiamento di 3 mesi.

Una situazione, dunque, davvero scomoda per Conte che ora rischia la massima pena per omessa denuncia e che potrebbe variare da 6 mesi ad un anno. Bocciati anche i patteggiamenti richiesti per Alessio, D’Urbano, Savorani, Passoni, Poloni e per il Siena.

Prima dell’inizio del processo, fuori dal palazzo diverse sono state le contestazioni dei tifosi juventini contro Palazzi. Sono stati rimossi un paio di striscioni: “Noi 30 scudetti, voi 30 denari”, oppure, ancora: “Carobbio – Palazzi: ecco i vostri top players”. Insulti e cori contro il procuratore federale. Palazzi e i legali di Conte avevano concordato un patteggiamento di 3 mesi ed un’ammenda pecuniaria di 200 mila euro. Come asserito dallo stesso Palazzi, Conte aveva espresso il desiderio che questo soldi potessero essere destinati a scopi benefici e la Procura aveva dato il suo assenso.

Ora sono 3 gli scenari possibili che si aprono. La prima strada è quella di andare al processo, evitando il patteggiamento con tutti i rischi del caso. Oppure formulare un nuovo patteggiamento, più alto rispetto alle precedenti richieste di 3 mesi di sospensione più 200mila euro di multa. Ancora,  la terza ipotesi, che sembra essere quella che i legali di Conte stanno portando avanti: chiedere la ricusazione della commissione disciplinare e ripresentare il patteggiamento di fronte ad una nuova commissione disciplinare.

 

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