Masiello ai pm: “Costretto a vendere partite minacciato dalla mafia”

Costretto dalla mafia a vendere partite“. E’ la confessione di Andrea Masiello riguardo alcune gare truccare dello scorso campionato di Serie A, fatta al procuratore Anonio Laudati e il pm Ciro Angelillis, che hanno secretato il verbale del giocatore perché “riguarda persone diverse dal dichiarante“.

L’audizione del calciatore dell’Atalanta, l’anno passato al Bari, è stata trattata come quella di un vero e proprio pentito di mafia. Mafia che secondo la ricostruzione del difensore aspettava i calciatori del Bari sotto casa, aveva libero accesso agli spogliatoi, minacciava e pressava per aggiustare i match, dietro un compenso in denaro. Match che secondo Masiello sono almeno 4, anche se gli inquirenti sospettano che quelli condizionati dal clan barese dei Parisi possano essere molti di più.

Dopo quattro ore di interrogatorio, Masiello ha ammesso di aver preso parte alla combine con il Palermo non riuscita per l’errore di Miccoli dal dischetto. Le altre partite al vaglio sono quella con il Chievo (persa dal Bari per 2-1), con la Roma (2-3) e con la Sampdoria (0-1). Nel ricatto della mafia sarebbero finiti anche altri giocatori biancorossi: Parisi, Rossi e Bentivoglio. Secondo la Procura questo è solo l’inizio del ciclone, soprattutto perché Masiello ha confermato interamente le dichiarazioni dell’altro pentito del calcio scommesse, Carlo Gervasoni.

 

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