Totti: “Uomo derby? Reja. Baldini? Polemiche accantonate per il bene della Roma”

di David Spagnoletto 13 ottobre 2011 13:35

Francesco Totti ha rotto il silenzio. Dopo mesi senza parlare il capitano giallorosso ha detto la sua sulla Roma passata, presente e futura.

La conferenza stampa, che si è conclusa pochi minuti fa, era molto attesa nella Capitale giallorossa, anche per sapere cosa ne pensava il numero dieci romanista sulll’ormai “pigro” datogli dal futuro direttore generale Franco Baldini, che sarà in città martedì prossimo.

Ecco parte della conferenza stampa di Franceso Totti:

Che idea ti sei fatto del nuovo progetto americano?

“E’ un progetto nuovo, importante, giovane. Credo che gli americani vogliano fare grandi cose, una grande squadra anche perchè una città come Roma ha bisogno di una grande squadra. Non conoscendo l’ambiente di Roma si troveranno un pò in difficoltà all’inizio ma hanno persone competitive in tutti i sensi”

Si è parlato di un Totti pigro, tu non hai mai replicato a questa intervista…

“Con Franco non ho mai avuto nessun problema neanche quando è andato via dispetto di altri. Quando arriverà a Roma, credo presto, spiegherà cosa significa questa pigrizia ma io ho già accantonato la cosa. Lui è un direttore bravo, uno dei migliori e speriamo di vincere di nuovo insieme”

Perché parlare prima del derby?

“Era già deciso, pensavo di giocare. Ho mantenuto la promessa che avrei parlato anche se non avessi giocato”

Io seguo la Roma da dieci anni e hai sempre risolto in qualche misura i problemi, e quest’anno per la prima volta ho avuto la sensazione che tu fossi un problema per la Roma. Hai avuto la sensazione di non essere più al centro del progetto?

“Spero di non esserlo mai perchè io ho dato sempre qualcosa in più. All’inizio le parole che sono uscite mi hanno dato un pò fastidio, ogni anno ce n’è qualcuna su Totti ma alla fine ho avuto un chiarimento con il direttore chiedendo se fossi parte del progetto e mi hanno detto che ero al centro del progetto e da lì le cose sono cambiate”

Sembrava che Luis Enrique a inizio stagione non ti desse fiducia, invece le cose sono cambiate…

“In quel periodo stavo bene, non avevo acciacchi però è ovvio che il mister fa le sue scelte. Qualcosa non mi quadrava e quindi ho chiesto spiegazioni che sono riuscito ad ottenere e le cose sono cambiate. Con Luis Enrique ho un rapporto molto buono”

Il progetto è vincente? Il tuo ruolo ti piace?

“E’ un progetto da qui a cinque anni e di più, ci vorrà del tempo per vincere perchè è una squadra ringiovanita. Sappiamo che qui in Italia è difficle vincere anche se hai grandissimi nomi però con lo spirito giovanile che abbiamo penso che possiamo dire la nostra mantenedo questa base. Spero di vincere anche prima di cinque anni perchè sennò non ce l’ho più il contratto, o me lo allungano”

Giocare contro la Lazio da tifoso è diverso ma sono sempre tre punti poi per noi vincere la quinta, sesta volta non ci cambia nulla”

Dopo un’estate di silenzio sei tornato a parlare, ci dici dopo i dubbi iniziali che impressione ti fa la nuova presidenza?

“Io prima che arrivassero ho detto che non avevo ancora visto nessuno degli americani, poi ho conosciuto persone vere che vogliono il bene della Roma e vogliono il bene di questa squadra. Con DiBenedetto abbiamo avuto un breve colloquio l’unico problema è che lui parlava in italiano e io inglese, quindi era un pò difficile. Però lui vuole vincere, con me? Spero, se non mi cacciano”

Resti?

“Se mi fanno rimanere sì, sono vent’anni che sto qui me ne vado adesso!?? Poi non si sa mai…”

I tuoi silenzi sono simili al preludio alla conferenza stampa in cui hai dato l’addio alla Nazionale. Cosa hai pensato in questo periodo?

“Ho fatto solo il mio lavoro, è stata una mia decisione anche se era previsto che parlassi per Brunico e invece è saltata in seguito all’intervista di Baldini”

Ogni anno si dice qualcosa su di te, questa volta cosa ti ha colpito di più o ferito?

“Che ero il male della Roma, di remare contro la società, che io non volevo gli americani ma solo la Sensi. Ormai ci ha fatto l’abitudine anche se conoscendo il mio carattere me lo tengo dentro in silenzio e poi sbotto”

Ibrahimovic non si diverte più, Cassano dice che smette, tu hai pensato di farti da parte?

“Io venti giorni fa ho detto che voglio giocare fino a quarant’anni anche perchè il calcio mi ha dato tutto, è la mia passione. Quando vedrò che non ce la farò più getterò la spugna ma adesso non ci penso proprio”

Hai la sensazione che questo infortunio possa essere ricondotto al lavoro che hai fatto nelle ultime partite, a tutto campo…hai mai chiesto a Luis Enrique di giocare più vicino alla porta?

“L’infortunio è una casualità perchè è capitato nel momento in cui ero al top della condizione. Per quanto riguarda la posizione lui mi dice che in quella posizione posson fare tanti gol, poi è normale che uno come me abituato a segnare tanti gol se non segno nelle prime cinque partite suona strano”

A fine carriera pensi di fare il dirigente di questa Roma o no?

“Anche questo è nel contratto, ho cinque anni da dirigente poi se mi mettono alla guardiola o da qualche altra parte. Ne parlerò con gli americani? No, perchè voglio giocare e non ci penso”

Chi ti ha stupito di più tra i nuovi acquisti?

“Non ce n’è uno perchè sono tutti bravi, disponibili che provano a dare un contributo a questa squadra poi ovvio che quando cambi città squadra, al primo anno è difficile. Dal punto di vista societario con gli altri ci sono cresciuto e che andava oltre al campo, con Bruno, Pradè e Rosella ci sono state gioie e dolori e sono persone che difficilmente dimenticherò. I nuovi sono persone serie ma con le quali non avrò il rapporto che avevo con gli altri”

E’ cambiato il tuo atteggiamento o quello di Luis Enrique, dopo incomprensioni iniziali?

“Non c’eravamo capiti, ho visto che non era come volevo, stavo bene e volevo giocare; non capivo perchè non giocavo. Poi le parole del direttore, del presidente ‘Totti al centro del progetto’ mi hanno fatto interrogare”

Hai avuto tanti allenatori nella tua carriera, a chi paragoneresti Luis Enrique?

“A Spalletti e anche a Zeman. Pensa più a far giocare la squadra facendo un gol in più degli altri”

Cosa ti ha sorpreso di Luis Enrique?

“Due ore di allenamento sono troppi, era dai tempi di Zeman che non ci allenavamo così intensamente”

Chi sarà per te l’uomo derby?

“L’uomo derby è Reja, ah no… (ridono tutti) è una battuta, dai, è un portafortuna. Penso che Klose potrebbe esserlo, spero che non ci sia perchè non pensavo che fosse così forte”

Chi arriva meglio tra Reja e Luis Enrique a questo derby?

“Entrambi perchè dall’altra sponda la vedono come una partita particolare che prima o poi vorrà vincere”

Cosa pensi che Olimpia, l’aquila non possa volare?

“Non ti posso rispondere sennò mi arrestano. E’ una coreografia bella, se dovesse volare ma non lo farà, penso. Andasse al mare a farsi un giro, tanto con i gabbiani sono tutti uguali”

Giudizio sul campionato e ti ha sorpreso Ranieri all’Inter?

“Campionato inaspettato con la classifica corta, lo può vincere chiunque ma tra 10-15 giornate conosceremo le squadre che partiranno per quell’obiettivo. Conoscendo Ranieri sono contento perchè ha trovato una squadra e può fare davvero bene e gli faccio un in bocca al lupo”

Da Capitano purtroppo non giocatore cosa dici ai tifosi?

“A loro non posso dire niente perchè fanno tutto loro sia in campo che fuori. Sono tifosi unici come hanno ribadito anche altri miei compagni, per tante persone viene prima la Roma che la mamma e questo è indicativo di cosa rappresentiamo per loro. Con la voglia e laconvinzione di quest’anno possiamo dargli tantissime gioie. Cosa dico al centro del cerchio? E’ un urlo per la Roma, semplice e un pò banale”

(fa una domanda Andreazzoli) Quando smetti di darmi gli gnocchini sugli avambracci?

“E meno male che te li dò lì…Se vedemo startr’anno eh…”

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