Confederations Cup: promossi e bocciati azzurri

Si è chiusa la competizione, ecco i migliori e i peggiori della nostra nazionale.

di Ivano Sorrentino 2 luglio 2013 13:23

Si è chiusa con un buon terzo posto l’esperienza della nazionale italiana alla Confederations Cup. Gli azzurri di Prandelli hanno ben figurato e sono stati eliminati solamente dalla sfortuna in una gara, quella contro la Spagna, che avremmo senza dubbio meritato di vincere. Tuttavia la competizione ha fornito a Prandelli importanti indicazioni in vista del mondiale brasiliano del 2014, molti sono stati i giocatori che si sono confermati ma sicuramente più importante per il futuro sono quei calciatori che si imposti per la prima volta a buoni livell. Ecco la lista dei promossi e dei bocciati:

Promossi

De Sciglio: l’esterno del Milan ha dimostrato di poter giocare ottimamente anche a livelli mondiali. Il giovane giocatore rossonero può rappresentare una buona scelta anche in virtù dei mondiali del prossimo anno, visti i suoi grandi margini di miglioramento.

Giaccherini: in molti hanno storto il naso quanto il commissario tecnico Prandelli ha scelto di portare il piccolo e veloce esterno in Brasile. Giaccherini infatti ha giocato poco nell’ultima stagione ma questo non sembra aver influito sul suo rendimento in nazionale. Lo juventino infatti si è messo in mostra praticamente in tutte le partite, riuscendo a trovare la via del gol contro il Brasile e costituendo una spina nel fianco contro tutte le difese affrontate. Assolutamente da riconfermare.

Maggio: straordinaria la sua prova contro la Spagna, con un pizzico di cinismo di precisione in più può diventare ancora più pungente.

Diamanti: il suo sinistro è un patrimonio da valorizzare. Troppo spesso sottovalutato può essere l’arma in più dell’Italia.

Bocciati

Giovinco: troppo piccolo ed esile per spaventare le retroguardie delle squadre più forti del mondo. Ci regala tre punti insperati andando in rete contro il Giappone ma è ancora troppo poco.

Gilardino: avrebbe più senso puntare su attaccanti che hanno ancora il fiuto del gol.

Abate: troppo discontinuo. La concorrenza è tanta e l’esterno del Milan dovrà faticare per imporsi.

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